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Intervista a Ben Spies: "Obiettivo 2010? Imparare il più possibile e..."

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Intervista a Ben Spies: "Obiettivo 2010? Imparare il più possibile e..."

Messaggio Da PaoloZ1000 il Gio 04 Mar 2010, 7:59 pm



I test pre-campionato della MotoGP si stanno per concludere e dopo essere stati per due volte sulla pista malese di Sepang, ci avviciniamo all’ultimo test del Qatar prima dell’inizio della stagione 2010. Quest’ultimo test sarà decisivo per capire il vero equilibrio del campionato (ammesso che ci sia) dato che al momento le Yamaha M1 si sono dimostrate tra quelle più veloci.

La M1 è la moto da battere, un mezzo in grado di assecondare facilmente vari stili di guida. Valentino Rossi, oltre ad essere stato sempre in cima alle classifiche dei tempi per questo 2010, ha anche centrato il nuovo record del tracciato. Assente ai test malesi Jorge Lorenzo, ancora in recupero per l’infortunio alla mano, ma gli altri alfieri della casa dei tre diapason non si sono certo tirati indietro. Infatti il team Tech3 di Hervé Poncharal ha fatto registrare tempi di assoluto rilievo con la coppia texana formata da Colin Edwards e Ben Spies.

Abbiamo quindi contattato il campione del mondo in carica della SBK, che dopo aver conquistato il mondo delle derivate di serie sembra intenzionato di puntare in alto anche nella classe regina del motociclismo, la MotoGP.

D: Grazie ai tuoi aggiornamenti sui vari social network sappiamo che stai giustamente affrontando la tua prima esperienza in MotoGP a piccoli passi. Hai comunque girato molto forte a Sepang, centrando anche un ottimo 2′01″0. Quali sono le tue sensazioni fino ad oggi?
R: Si esatto, bisogna iniziare sempre per piccoli passi. Sono stato capace di fare bene già nel primo test e penso che il secondo ha dimostrato che il mio feeling con la moto è sempre maggiore. Sono molto contento per questa grande opportunità che mi è stata concessa, per me è una grandissima sfida.



D: La M1 è una gran moto e nel 2010 il team Tech3 schiera due piloti dal Texas. Cosa ne pensi? Inoltre, quali sono le maggiori differenze tra la M1 e la R1?
R: Già! Penso che con due piloti del Texas nello stesso team ci sarà da divertirsi!! Per la moto l’approccio usato è quello di adattare il mio stile di guida. Le moto sono molto diverse tra loro, diciamo che le maggiori differenze si avvertono sia per il peso che per la potenza, intesa quest’ultima sia in senso assoluto che in termini di erogazione.

D: Durante la pausa invernale di sei allenato con la bici da strada, hai fatto anche qualche allenamento con la moto da cross come altri tuoi colleghi?
R: A dire il vero questo inverno non mi sono mai allenato con la moto da cross, così come non ho sciato. Comunque, è un qualcosa di inusuale per me, solitamente mi cimento in entrambe le discipline.

D: Hai finalmente riguadagnato il tuo numero 11 sulla carena, ha una valenza particolare per te?
R: Il numero 11 è sempre stato quello con cui ho corso da professionista, solo questo.

D: Sei superstizioso? Hai qualche mania prima di salire in sella o qualche atteggiamento particolare con la tua moto?
R: In linea di massima no, ma preferisco usare l’abbigliamento tecnico il più possibile. Ma lo faccio per una questione di comodità, come sapete le prime volte che ti metti una tuta, i guanti o il casco non ti senti proprio a tuo agio ma dopo un po’ diventano fatti appositamente per il tuo corpo. Diciamo che non voglio distrazioni in questo senso. Per quanto riguarda le movenze particolari, beh tutti nel box mi ridono dietro quando faccio stretching, mi dicono che sembro una rana pronta a fare un salto! Per quanto riguarda la mia moto, ho solo il massimo rispetto.



D: Parlando del tuo stile, davvero spettacolare, abbiamo saputo che l’hai raggiunto quando all’inizio della carriera ti aiutavi con i gomiti (da qui il tuo soprannome “Elbowz”, ndr) su alcune curve. Cosa ci puoi dire su questa teoria?
R: E’ tutto vero, confermo. Ero in California presso il tracciato di Willow Spring per vedere Jason Pridmore. Lui era l’insegnante della sua scuola racing e se gli chiedete di questa cosa vi dirà che ho fatto un gran casino durante i suoi corsi dato che riuscivo ad andare forte con i gomiti molto in fuori e lui sosteneva che era impossibile!

D: La staccata è uno degli aspetti di maggior impatto nella guida in pista, hai qualche suggerimento da dare agli appassionati? Fai sempre molto uso del freno posteriore?
R: Questa è una domanda difficile, credo che ogni curva viene presa in modo diversi ed è il pilota che puo’ giudicare il comportamento. Alcune volte bisogna frenare molto presto per poi aiutarsi parzializzando un po’ il gas, altre volte bisogna ritardare al massimo la staccata. Dipende dalle condizioni anche della pista che trovi prima di impostare una certa curva. Si, io uso sempre moltissimo il freno posteriore, anche più di quello anteriore.

D: Ti piace vivere in Italia?
R: Purtroppo ancora non vivo in Italia, ma è solo dove ho il mio quartier generale. Ho incontrato molti ciclisti per allenarmi quando sono dalle parti di Milano o Como. Comunque, quando sono in Italia mi trovo molto bene, è una paese bellissimo ed il cibo è fantastico. Mi piace molto anche la gente sempre gentile, disponibile e mi danno sempre un grande supporto.

D: Per la stagione della MotoGP, quali sono i tuoi obiettivi? Chi pensa riuscirà ad ottenere il titolo e quali sono i tuoi piloti preferiti?
R: Il mio unico obiettivo è quello di imparare il più possibile, sia sulla moto in se ma anche sul livello che io posso raggiungere in sella alla mia moto. Il titolo? Questa si che è una domanda difficile, direi solo che è troppo presto per dirlo. I miei piloti preferiti? Ho diversi amici nella MotoGP e ho grande stima per tutti i piloti della categoria. Ogni pilota penso sia unico, hanno tutti del talento per stare qui.

D: Grazie per il tuo tempo ed in bocca al lupo per la tua prima (non ce lo dimentichiamo, ndr) stagione nella MotoGP!
R: Grazie a voi per questa intervista, spero di vedervi tutti alle gare!!

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Re: Intervista a Ben Spies: "Obiettivo 2010? Imparare il più possibile e..."

Messaggio Da PaoloZ1000 il Gio 04 Mar 2010, 8:14 pm

Bella intervista. Quest'uomo non finirà nell'ombra come Toseland e Vermulen. Fategli fare quest'anno di rodaggio per abituarsi alla M1 e nel 2011 potrà dire la sua in Moto GP.
Secondo me già quest'anno sarà sempre ai piedi del podio. Sempre quarto o quinto. Che per un debuttante è un bell' andare! lol! OK lamps cbr
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