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Dalla penna al manubrio: in sella alla RSV-4 R Aprilia - VIDEO

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Dalla penna al manubrio: in sella alla RSV-4 R Aprilia - VIDEO

Messaggio Da PaoloZ1000 il Mer 23 Dic 2009, 10:29 am

Finito il mondiale cosa fanno i giornalisti del motomondiale? Semplice, si divertono ad imitare i piloti di cui hanno dovuto raccontare le gesta per nove mesi. Esattamente quanto ha fatto il nostro Luca Bologna che, approfittando delle vacanze di Topfuel.it si è improvvisato tester e, acchiappata al volo una tuta da collaudatore Aprilia si è gettato a randello fra le curve dell’Estoril. Leggetelo.



Cavalletti, termocoperte, meccanico e pedana. La RSV4R, versione tranquilla della mille “made in Noale” si presenta all'Estoril in questo modo. La creazione italiana è affascinante, si vede la discendenza dalla specializzata RSV4 Factory, ma mancano dei componenti pregiati sia a livello di estetica, sia nella sostanza.

La R non ha il carbonio nella carena, non ha le bellissime ed efficientissime sospensioni Ohlins, ma soprattutto non adotta il telaio della Factory che permette adirittura di variare l'angolo di sterzo e la posizione del motore. Non c'è problema comunque. La R si da le arie da Factory e anche se non ha il magnesio nei coperchi dei carter motore, ha il carattere giusto per comportarsi in modo serio in pista.



PISTA SACRA - Il luogo scelto da Aprilia per la presentazione non lascia spazio a interpretazioni. All'Estoril si corre il mondiale. Ed era dove amava provare in inverno Ayrton Senna. E' una pista tecnica, che è fondamentalmente divisa in due parti, la prima è quella veloce caratterizzata dal lungo rettilineo e dalla prima metà del tracciato, la seconda parte è tecnica e insidiosa, grazie anche al “cavatappi al contrario” che va interpretato per essere affrontato in modo corretto. Torniamo alla R. Questa Aprilia, che abbiamo potuto provare – a ragione – solo in pista, trova il suo habitat naturale tra i cordoli.

I 180 cavalli del 4 cilindri a V sviluppato dal reparto corse di Noale è nervoso, ma può essere domato da tre mappature differenti selezionabili anche in marcia. Nel display del cruscotto le mappe sono identificate dalle lettere R (Road), S (Sport) e T (Track). L'azione dell'elettronica agisce soprattutto modificando la curva di erogazione nelle prime tre marce. Salire in sella alla RSV4R è una sorpresa. La moto è compatta, le pedane sono alte e il manubrio è correttamente inclinato, forse avremmo gradito una maggiore apertura, ma questo è un fatto soggettivo.

RACE SOUL - I primi metri sulla moto italiana servono a prendere confidenza con l'insieme, ma già si capisce che il carattere c'è. Nonostante la conformazione dettata dalle norme anti inquinamento dello scarico, che continua a non convincere, il suono del V4 arriva corposo. Nelle prime curve veloci del circuito portoghese dell'Estoril, la RSV non tradisce, anzi, il motore è incredibilmente reattivo. Nonostante l'assenza del controllo di trazione, presente invece sulla nuova BMW S1000RR, la RSV4 viaggia sicura anche quando si tiene il gas in mano pronti a spalancare in dirittura dell'uscita di curva.



CAVATAPPI PORTOGHESE - L'appoggio in curva arriva dopo una discesa repentina, coadiuvata dalle coperture Metzeler su tutte le moto in prova all'Estoril. Arrivati al cavatappi portoghese, dove la moto va letteralmente spostata da sinistra verso destra per andare ad immettersi sulla esse aperta che porta il curvone a destra che immette sul rettilineo, la RSV4 perdona le imprecisioni iniziali e permette di usare anche una marcia in più, grazie alla forza espressa dal V4. In scalata il motore regala, anzi, anche qualche borbottio di rilascio che aumenta la soddisfazione di guida. Nella curva ampia tutta in appoggio che porta al lunghissimo rettilineo finale, la moto segue docilmente la linea impostata, anzi, si riesce anche a direzionarla verso l'uscita di curva agendo con il gas e lievemente con il manubrio. Non siamo piloti professionisti, la RSV4, però regala emozioni tra i cordoli e il rettilineo si fa tutto d'un fiato, snocciolando le marce fino alla comparsa dei cartelli che segnalano l'imminente arrivo della prima curva a destra che è abbastanza chiusa nel suo primo tratto e quindi richiede attenzione, soprattutto se si arriva con il bel lancio del lungo rettilineo.

Nonostante l'assenza delle sospensioni Ohlins, le unità Boge-Sachs presenti sulla R fanno bene il loro lavoro. In occasione della prova i tecnici di Noale ai box avevano già provveduto a fare un assetto standard, che almeno per le nostre esigenze andava già benissimo. In questa configurazione la RSV4 non ha fatto alcun capriccio sia in inserimento di curva che in uscita. Dal punto di vista della protezione aerodinamica, il cupolino della R protegge a patto di stendersi sotto al cupolino, ma questo è un fatto logico se si acquista una superportiva. Altro fatto importante riguarda la possibilità di caricare un passeggero. La RSV4R permette il montaggio di un cuscino in più sul bel codino e con lui l'adozione delle pedane, ma – diciamocela tutta – questa moto deve essere gustata in solitaria e preferibilmente in pista.
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