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VARIANTI, ESSE E CHICANE

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VARIANTI, ESSE E CHICANE

Messaggio Da Nino Bike il Mer 25 Nov 2009, 10:34 am

Le varianti sono "brutte bestie".
Dapprima vanno corteggiate con delicatezza per conoscerle a fondo, cercare di capire il
loro carattere e carpirne i segreti: avvallamenti proprio in corrispondenza con l'inversione di inclinazione, gobbe o
corrugamenti in uscita, angolo effettivo (diretto e reciproco) di curvatura. Successivamente, quando le si è conosciute e
si è preso il giusto ritmo, bisogna trattarle rudemente, entrando decisi - quasi brutali - nella prima sezione e poi invertire
la traiettoria con violenza (ma ben consapevoli del punto dove ci si deve fermare), senza mai chiudere tutto
l'acceleratore per poi riaprire con forza una volta assestata la moto nella traiettoria di uscita.


Strategia dell'errore
Tutte le regole relative a come si affronta una curva classica si complicano di fronte a una chicane, a una variante, o a
una "esse": vale a dire una stretta successione di curve. In questi casi ci si trova spesso nella necessità di "sbagliare"
artatamente la prima curva, per avere modo di percorrere meglio quella successiva e di potere aprire poi più lestamente
l'acceleratore nel rettilineo seguente. Conviene ritardare il più possibile la staccata, entrare all'interno - e profondamente
- nelle viscere della prima curva, e impostare con rigore la seconda. In particolare nelle "chicane" formate da una coppia
di curve contrapposte di raggio uguale, la velocità di percorrenza della seconda deve risultare decisamente superiore a
quella della prima, per non perdere tempo nel rettilineo successivo.


Altre "scuole di pensiero"
Le interpretazioni più gettonate sono quella "muscolare" della guida di corpo e quella "cerebrale" della guida di fino.
Come abbiamo anticipato, la prima è, alla fine, la più redditizia (e consigliabile per le moto più grosse e pesanti), la
seconda utilizzabile invece con profitto per le piccole cilindrate (o comunque per le moto meno potenti), magari a due
tempi, anche se nulla vieta di invertire i "fattori".
Nei rapidi "pif-paf"({come i Francesi definiscono le secche varianti), con una maxi conviene iniziare a spostare il peso
all'interno della svolta di ingresso una frazione di secondo prima di dare la piccola spinta alla manopola interna alla
curva necessaria a innescare la discesa in piega, assecondando la manovra caricando tutto il peso sulla pedana interna
(specie se il manubrio è stretto ciò renderà molto più facile l'inserimento). Subito dopo trasferite quasi con violenza il
peso sull'altra pedana (spostando contemporaneamente il sedere da uno spigolo all'altro della sella) dopo avere dato una
spinta all'altra estremità del manubrio per inserire la moto nella curva opposta. In questa fase conviene "lavorare" con
decisione coi piedi sulle pedane: su quella interna per caricare il pneumatico anteriore e contrastare la naturale tendenza
dell'avantreno ad allargare in uscita di curva e su quella esterna, per ottenere un miglior controllo sul sovrasterzo in
uscita e garantirsi la possibilità di spalancare prima l'acceleratore.
Consiglio di esagerare con l'azione solo quando avete capito bene a fondo le reazioni della vostra moto.
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Re: VARIANTI, ESSE E CHICANE

Messaggio Da Diabolik il Mer 25 Nov 2009, 5:05 pm

cà mi venni u duluri i testa ... muro

es. le gole a novara?
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Re: VARIANTI, ESSE E CHICANE

Messaggio Da Nino Bike il Mer 25 Nov 2009, 5:10 pm

si, perfetto ..le gole sono un'insieme di 4 o 5 chicane .. che goduria Very Happy
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Re: VARIANTI, ESSE E CHICANE

Messaggio Da Diabolik il Mer 25 Nov 2009, 5:17 pm

li con l'r1 mi viene proprio pesante lol!
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Re: VARIANTI, ESSE E CHICANE

Messaggio Da Nino Bike il Mer 25 Nov 2009, 5:19 pm

"""con una maxi conviene iniziare a spostare il peso
all'interno della svolta di ingresso una frazione di secondo prima di dare la piccola spinta alla manopola interna alla
curva necessaria a innescare la discesa in piega, assecondando la manovra caricando tutto il peso sulla pedana interna
(specie se il manubrio è stretto ciò renderà molto più facile l'inserimento). Subito dopo trasferite quasi con violenza il
peso sull'altra pedana (spostando contemporaneamente il sedere da uno spigolo all'altro della sella) dopo avere dato una
spinta all'altra estremità del manubrio per inserire la moto nella curva opposta. In questa fase conviene "lavorare" con
decisione coi piedi sulle pedane: su quella interna per caricare il pneumatico anteriore e contrastare la naturale tendenza
dell'avantreno ad allargare in uscita di curva e su quella esterna, per ottenere un miglior controllo sul sovrasterzo in
uscita e garantirsi la possibilità di spalancare prima l'acceleratore.
Consiglio di esagerare con l'azione solo quando avete capito bene a fondo le reazioni della vostra moto.""""
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Re: VARIANTI, ESSE E CHICANE

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